Contenuti per adulti
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Di chi sarà quest’alito che nella brezza galleggia?
A chi quest’ignota nota, nuda, che tresta ondeggia?
Dovrà forse essere, nell’ora che si fa esatta,
La notte fosca e la sfera d’argento intatta?
Forse si riversa sopra la mia debolezza
Tanta moltitudine d’astri con giusta ampiezza?
Eppure, ben colgo il senso del tutto profondo,
E non son solo in questo muto cammin del mondo.
Ma no, per nulla il viandante ne serba scienza,
Uom volgare che errando va sulla tua sembianza...
Che giova palpar una rosa nell’alta altura,
Al limitare d’un abisso ove il buio mai dura?
Ma no, mio Angelo, abbandona il metallo fino,
Non toccar fiamma che non sia del nostro destino.
Custodiscimi le mani, le mani, io t’imploro,
Per il giorno che viene, il giorno ch'io tanto adoro.
(In quel mattino in cui nulla sarà più tardivo)
E ciò è solo una goccia di sangue, un vuoto vivo,
Una vermiglia goccia che nella fronte s’afferra,
Poiché conobbi il profumo del ciel su questa terra.
Per te e solo, nella nebbia e nel cupo orrore,
La tenebra si farà lucida in divin splendore.